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@ Wolfgang Moucha /Alamy Stock Photo

Berlino, 24 febbraio 2025. La primavera ha smesso di nascondersi sotto i mucchi di ghiaccio residuo: il sole splende su un cielo azzurro, nonostante  le previsioni del tempo annunciassero nuvole e pioggia. Sembra che la città respiri di sollievo dopo i risultati delle elezioni,  almeno per qualche ora.

Berlina 75, 2025

Il tempo è cambiato, un velo di grigia umidità avvolge il cielo, il ghiaccio residuo si scioglie nelle aiuole, la ghiaia scricchiola sui marciapiedi bagnati; soffi di vento insidioso attraversano la Wilhelmtrasse, l’isolato tra l’ ambasciata inglese e quella americana ci si presenta assediato da camionette della polizia con uno sfarfallio di luci blu.

Blue Moon di Richard Linklater, 2025

L’aria è di ghiaccio, ma se non ci fosse la neve sulle auto parcheggiate e sui marciapiedi, se non ci fosse un insidioso tappeto di ghiaccio sulle strade, guardando il cielo azzurro e il sole luminoso dalle ampie vetrate dell’appartamento di Wilhelmstrasse dove abito, in uno dei palazzoni grigi  a ridosso del muro costruiti dalla DDR, si direbbe una giornata di primavera. O forse questa macchia oleosa di sole è la proiezione di desideri collettivi, che finisca un inverno cupo di minacce e di guerra.

Berlino, Potsdamerplatz, 13 febbraio 2025

I fiocchi di neve si rifrangono sui fari che illuminano il tappeto rosso; alle spalle, il  trasparente palazzo di vetro della Berlinale, quest’anno alla 75esima edizione e una nuova direzione, quella dell’americana Licia Tuttle, dal 2018 al 2020 a capo del London Film Festival. Anche per il turbinio della neve, l’inizio è magico: