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Nel magma di avvenimenti e dei loro relativi commenti che affollano l’agorà degli ultimi giorni, due mi hanno particolarmente coinvolto: la morte di Diego Maradona e la protesta a favore della didattica in presenza per le scuole secondarie di primo grado delle mie due ex allieve Anita e Lisa della scuola media Italo Calvino di Torino. Mi sono perciò ritrovato a considerare una curiosa analogia tra i protagonisti di queste due situazioni: il loro essere persone si trasfigura sul piano del significato che il loro agire assume per gli altri. E perciò, nel sistema della comunicazione, da persone autentiche diventano personae teatrali, personaggi.

Un fiume di fango che trascina, imprigiona, sommerge. Viene dalla montagna, le cui pareti sembrano precipitare insieme al cielo plumbeo; la pioggia pare sporca già nel cadere, un’unica corrente di lava scura ma non incandescente, melmosa, trascina detriti e si accumula sulle strade, mura le porte delle case, si insinua nei sotterranei. Una forza poderosa cancella tutto quel che c’era, disegna un nuovo paesaggio senza alcuna logica, una sepoltura scomposta, disordinata, casuale. Visto da lontano, sullo schermo, al sicuro, anche l’inondazione di Bitti come ogni spettacolo tragico ha qualcosa di sublime, diventa immagine di un destino crudele e implacabile che colpisce altri, un naufragio in un mare vischioso di cui siamo solo spettatori.

Oggi, 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne vogliamo segnalare la Mostra CRUOR di Renata Rampazzi, allestita presso il Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese (17/09/2020 - 10/01/2021), al momento sospesa (per DPCM del 3 novembre).