Abstract
Questo saggio introduce La seconda generazione (Neottolemo), un’opera teatrale diretta nel 1988 da Mario Martone, approntata da Guido Paduano e Massimo Fusillo.
Il testo fa uso di tecniche di montaggio e citazione, rinunciando alla struttura drammatica tradizionale a favore di un mosaico di citazioni tratte da fonti antiche e moderne, tutte incentrate sulla figura di Neottolemo, figlio di Achille. Martone mette in scena un complesso collage testuale che segna un punto di svolta nel suo percorso artistico: dal postmoderno sperimentalismo multimediale a un rinnovato confronto con la drammaturgia classica attraverso la tragedia greca. Dopo le precedenti riscritture del
Filottete di Sofocle e di quello di Ritsos, quest’ultima opera della trilogia sulla guerra di Troia rappresenta Neottolemo come metafora di una generazione “posteroica”: figli paralizzati dal senso di colpa, incapaci di agire in modo risolutivo, estranei ai valori eroici incarnati dai padri.
Riferimenti bibliografici
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