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 «Avevamo fame. In quel mese d’agosto, con le nostre tessere annonarie, mia madre era riuscita ad acquistare soltanto due uova, cento grammi d’olio e ottanta grammi di margarina. La nostra razione quotidiana di pane nero era precipitata a meno di duecento grammi. Quella di carne si era ridotta a tal punto che gli spiritosi affermavano che la si sarebbe potuta avvolgere tutta in un biglietto del metrò…purché non fosse stato obliterato.

Si pubblica qui come primo testo della rubrica 'Drammaturgie' una riscrittura di Paolo Puppa del tema di Filottete, apparsa per la prima volta nei 'Quaderni Veneti' del 2.1.2013.

Filottete, nel mito,  viene abbandonato su un'isola deserta dall'esercito greco che naviga verso Troia, perché disturba la comunità con le sue grida di dolore. Filottete è affetto da una ferita inguaribile, che lo rende diverso dagli altri e inservibile come soldato. Al decimo anno di guerra, però, quando i Greci non hanno ancora conquistato Troia, un oracolo predice loro che la città cadrà solo quando Filottete e il suo arco verranno riportati sotto le mura della città assediata.

fabrizio Gifuni in 'Con il vostro irridente silenzio'

Una corrente del teatro contemporaneo si definisce teatro documentario e consiste nella performance, attraverso i media performativi e i luoghi del teatro, non di testi drammatici scritti per essere performati, ma di documenti, che sono proposti al pubblico nella loro struttura nuda e originaria.